Il retreat con Eli è, prima di tutto, un regalo per se stess*.
È un viaggio – letterale e metaforico – che concerne un costante esercizio di attenzione, di resilienza, di mettersi in gioco.
Significa scegliere di scavare a fondo negli abissi che fondano le basi della nostra persona, quelli in cui non andiamo a frugare molto volentieri. E di rimanerci. Di rimanere nella verità, quando riusciamo a coglierla, anche se è scomoda.
Il retreat con Eli è una sfida che, catarticamente, ci insegna a valorizzare le parti di noi che ci elevano, facendoci splendere agli occhi del mondo. Ed è per questo il regalo più bello che possiamo decidere di farci.
Io me lo sono fatto per il mio 30esimo compleanno, e mi ha consacrato alla vita di adulto. Mi ha dato quel calore e quel colore che ormai temevo essersi persi.
E non posso fare a meno di consigliarlo a chi, come me, sente il bisogno di risvegliarsi un po’ dal torpore di queste vite troppo frenetiche che ci siamo tutt* cucit* addosso.