Chi mi conosce sa che sono sempre alla ricerca di titoli di libri di cui innamorarmi.

Non ho la passione delle serie TV, e neanche del cinema, guardo i film come una bimba: mi piace o non mi piace, non sono un’intenditrice, anche se ce ne sono in effetti tre o quattro che amo molto (Cloud Atlas, per esempio!)

Scrivo questo post perché so quanto sia bello che qualcuno ci apra la propria biblioteca, amo tante cose, ma poche quanto i libri. Per i viaggi, per le notti fredde, per i parchi in fiore, per la metro, per la spiaggia e il vento.

Oltre dei miei libri preferiti (almeno quelli che mi ricordo, mi impegnerò a infoltire questa lista), vi faccio dono delle persone che me li hanno, in qualche modo, donati.

  • L’ isola di Aldous Huxley. Mi trovavo a Trapani ospite di Annaluna. Annaluna è stata la mia ultima coinquilina a Napoli, un regalo della vita. Durante una delle nostre estati, fra parole e silenzi, fra Monte Cofano e le busiate al pesto, ho trovato questo libro nella stanza di suo fratello. Ne ho letto due pagine, e non sono riuscita a staccarmi. Le sarò per sempre grata per questa scoperta, e della sua amicizia lenta e duratura.
  • A volte ritorno di John Niven. Mi fu consigliato a Stromboli da un caro amico, Marco, all’ombra di un un fico, vicino alla Libreria dell’Isola, al tempo gestita da Maria Claudia e Giorgio, che mi avevano voluta come insegnante di yoga in quello spazio magico. Fu un’estate speciale. Marco è sempre stato molto avanti, almeno più di me, che ho letto questo libro solo dopo qualche anno, a Berlin. L’ho amato tantissimo. Adesso la mia copia è ancora in ostaggio del Portogallo, come quasi tutte le mie cose.
  • Il vagabondo delle stelle di Jack London. Altro consiglio dello stesso Marco. Ho ancora delle “visioni” del libro, credo sia un capolavoro poco conosciuto. Lo rileggerei subito. La mia stima per questo amico, capite, è alle stelle. London in questo libro ti strappa dalle pagine e ti porta aggrappato stretto ad uno scoglio nel mezzo dell’Oceano. Sta a te sopravvivere.
  • Martin Eden, sempre Jack London. Me lo ha consigliato uno dei miei migliori amici, Kriss, un grande scrittore, una notte al telefono, mentre gli proclamavo con entusiasmo che avevo scoperto London. Mi ha detto “devi leggerlo, è la sua storia”. Ho pensato a lungo di essere innamorata di Jack London.
  • Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie. In una notte passata in cucina a parlare di tutto con la mia flatmate Alina, a Berlino, lei infervorata mi mostra il suo famoso TED Talk e mi consiglia questo libro. In realtà me lo voleva prestare subito…ma in tedesco non me la sono sentita.
  • Shantaram di Gregory David Roberts. Me lo ha consigliato Paolo, moltissimi anni fa, a Napoli. Stavo per partire per l’India. Fra le alternative, visto che è un mattone, c’era quello di dividerlo a metà con un coltellaccio a lama fine. A questo libro devo la citazione delle citazioni: Karla, la protagonista femminile del romanzo, a un tratto dice LA somma verità: “nessun uomo è mai così figo come sembra”.
  • Le quaranta porte di Elif Shafak. Non mi ricordo come sia arrivato a me, ma mi ha stregata.Parla senza peli sulla lingua di Rumi, il mistico sufi che mi è molto caro. L’ho letto in momento molto doloroso, ed è stato un grande balsamo per il cuore. Ti apre gli occhi sui tuoi pregiudizi, sull’amore, qualunque sia la tua proiezione al riguardo.
  • RAFÌLA di Elisabetta Montaldo. Mi trovavo da Kiphy, a Napoli, dove lavoravo (mai lavoro fu più bello, un negozio di saponi e cosmetici naturali in Vico san Domenico a Napoli. Vacci.). Me lo consigliò Pina o una cliente, o entrambe. Forse Daniela? Ricordo perfettamente loro che parlavano di Rafilù, ricordo che era un pomeriggio, presto, e il sole era dolce. E’ la storia di una Ulissa appassionata e coraggiosa, ed è ambientato in una Procida antica e magica. E’ un libro che amo moltissimo. Moltissimo.
  • L’arte della gioia di Goliarda Sapienza. Me lo ha sempre consigliato Pina, a Napoli, avvertendomi in un pomeriggio a Kiphy: “di questo libro si rimane orfani”. Era vero. Difficilmente Pina parla a vanvera.
  • La Sirena di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Un breve racconto da cui è difficile liberarsi. Mi è stato consigliato a Anna, su una barca nel mare di Marettimo, fra un tuffo e un incanto. Questo racconto è una delle mie ossessioni, lo confesso.
  • Il leopardo delle nevi di Peter Matthiessen. Mi ha letteralmente chiamata dallo scaffale della libreria. Magneticamente. E’ difficile non dire che sia il mio libro preferito. Difficile in mezzo agli altri. Lo regalerei a tutte le persone che amo e di cui conosco il cuore. Poche, pochissime, in realtà. Fra cui Adriano, a cui l’ho già donato, un anno fa a Roma.

Ce ne sono altri che voglio consigliarti, la prossima volta ti dono almeno altri dieci titoli.

E tu? Quali sono i tuoi libri preferiti?

Se ti va di consigliarmi la mia prossima lettura, commenta il post, ne sarei felicissima!

(Immagine trovata in rete: Human Heart by Mutantenmaid on Deviantart)

Un commento su “I libri che ho amato, e chi me li ha donati. (Parte I)

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