L’onda la scegli tu, mi ha detto una persona saggia.

Anche perché se ti sceglie lei sei nella merda.

Vai giù, e se ti lasci andare forse hai la speranza di risalire. Se ti irrigidisci e lotti, ti consumi in una lotta inutile e impari. E lo sapevi.

Ogni volta che sali su una tavola sai che la lotta è impari, giusto? Anzi, che non c’è lotta. Puoi solo sperare di giocare insieme alla grande potenza della natura.

Tutta l’acqua che scende con l’onda prima o poi risale. Prima o poi. E tu devi aspettare, essere paziente e avere fiducia, mentre frulli nel bianco azzurro salato.

Scegli tu l’onda che vuoi cavalcare, l’onda degli stati d’animo, degli obiettivi, delle visioni, delle azioni.

Scegli tu se seminare pace o seminare confusione.

Scegli tu chi essere.

Scegli tu quanto umile vuoi essere. Quanto vuoi essere libero. Quanta armonia e amore e rispetto vuoi portare nel gioco. Ma devi essere lucido, quasi sempre. Perché il flusso dei pensieri è un point break: l’onda si rompe sempre nello stesso punto, su una roccia sommersa, l’ostruzione del tuo karma, che ti fa agire sempre nello stesso modo. E non è detto che gli altri siano sempre disposti a surfarle, le tue tempeste.

Governati, amico mio.

Fai qualcosa, fai qualcosa per tenere alto lo spirito.

Fai qualcosa per agire a partire dalla mente neutra e dal cuore.

Non c’è altra urgenza o priorità, credimi.

Si chiama Cherdi Kala, spirito elevato.

Sii disposto a stare solo, molto solo.

Impopolare.

Perdonati le cazzate e perdonale agli altri, a volte è stata solo qualche birra di troppo.

Ma scegli scegli scegli. Perché se no andrà tutto in rovina. Devi decidere chi sei. Parla poco, ascolta il suono del mare, e molto poco le parole al vento di chi ha voglia di raccontarsi. E’ quasi sempre un autoriflesso. E’ sempre bisogno di far rumore, di coprire il silenzio e il dolore e l’imbarazzo con il suono della propria voce. Bisogno di piacerti.

La vera condivisione ha la voce del silenzio.

Da un pò di tempo ho la sensazione di non credere più a nessuno, a meno che non abbia sotto i quattro anni d’età.

Credo ai fatti, e alle sensazioni: come mi sento in compagnia di questa persona?

Bene? Male? Ecco. Questa e solo questa è la realtà.

Quasi sempre mi annoio, ultimamente. Non c’è realtà.

Non c’è.

E nella mia attenzione c’è solo un gran wipe out.

Mi sono stancata di parlare anche di me, non credo più neanche a quello che io mi racconto su di me.

Vivere, sorridere ed essere reali. That’s all.

Solo a una cosa ancora credo, anzi due: all’umorismo, quello vero, che non ride degli altri, autoironico e disarmato – e alla certezza che tutto quello che c’è da fare è sostenere il prossimo PER SEMPRE.

Quale prossimo? Chi ami, chi te lo chiede, e gli studenti di yoga.

Incondizionatamente.

(Rodriguez è la nuova colonna sonora del mio Silenzio).

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